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Metodologia
dell’intervento e tecniche di rilevazione per
l’individuazione / valutazione dei rischi
Nel corso di incontri con i tecnici della Società viene
individuato il legame: evento dannoso/beni a rischio
Esempio di eventi dannosi possibili:
- incendio, esplosione
- furto
- atti di terrorismo
- alluvioni, inondazioni
- trombe d'aria, uragani
- terremoti
I beni a rischio vengono individuati secondo la tradizionale
classificazione assicurativa, integrata da particolari
suddivisioni al fine di individuare il valore delle
esposizioni a rischio.
Le esposizioni a rischio
- fabbricati
- macchinari e impianti
- apparecchiature elettroniche
- beni asportabili (valore massimo)
- denaro trasportato o giacente in cassaforte (valore
massimo)
- autoveicoli (quantità, tipo e valore dei mezzi)
Il problema principale della valutazione dei rischi consiste
nella determinazione del valore assicurabile. Le società di
estimo usano tre termini di riferimento per stimare il
valore dei beni patrimoniali:
- costo storico
- valore venale di utilizzo (valore in stato d'uso)
- valore a nuovo
Il valore più adeguato ai fini assicurativi è il valore a
nuovo, che consente il rimpiazzo dei beni danneggiati, senza
gravare sul bilancio degli assicurati.
Definito il valore delle esposizioni a rischio occorre
stimare le perdite attese.
- M.U.R. Massima unità di rischio.
- E.M.L. Massimo danno possibile.
- M.P.L. Massimo danno probabile.
La prima riveste carattere di oggettività, mentre le altre
due richiedono un’attenta analisi e valutazione del rischio
da parte di cliente, broker ed assicuratore, contribuendo
questa valutazione a determinare i costi e i limiti di
indennizzo della copertura. I sistemi di prevenzione (agendo
sulla probabilità di accadimento) e quelli di protezione
(agendo sull'entità del danno potenziale) contribuiscono
alla stima di tali danni.
Un risultato concreto delle tecniche di valutazione dei
rischi conduce alla individuazione della possibilità di
accadimento degli eventi dannosi e alla stima delle perdite
attese. |